BENVENUTI!

E' uscita la mia prima raccolta di poesie: LE PIUME DEL FATO, Edizioni Del Leone.

Con grande piacere condivido in questo spazio alcune delle poesie della raccolta.

Sono molto gradite impressioni e critiche.

Cari saluti!


Chiara Inesia

mercoledì 29 settembre 2010

IL SOGNO STRAPPATO...


…perché non sei mai tornato
perché nel freddo m’hai lasciato
nel vuoto fermo e inetto
stoppato, fermato, bloccato
dal muoversi, dal proseguire
mi hai messo e preparato
per il mio viaggio solitario

Seduta, imbragata e ben rifornita
di strumenti, attrezzi e manuali
pronta e confezionata
ma di ciò
che più mi nutriva privata:
tu e le tue immense mani
che tutto davano e portavano
giochi, figurine
bambole e automobiline
amore, pazienza
forza e sicurezza

E immobile e in attesa
in quello spazio
ingombrante e soffocante
tutti mi aggredivano
e non mi capivano
tutti mi toccavano
ma non mi compravano
sola, piccola, ferma
incapace, bella e procace
così mi hai lasciato
e mai più sei tornato

E ti cerco
ancora
e tu parti e non torni
ancora
e tutte le volte ti afferro
ancora
ma poi sguilli
e io vacillo
e mi perdo
e annego
ancora
in quel mare nero
che lontani ci teneva
e che incubo è
aspettandoti
ancora


Chiara Inesia Sampaolesi, da Le piume del fato, Edizioni Del Leone, 2008

lunedì 31 maggio 2010

FULMINE


Può forse dal cielo il fulmine
impedirsi e risparmiarsi
per non bruciare e danneggiare
ciò che ha necessità di cambiare?

Fatta curandera
perché dal fulmine colpita
così lei e invece io
in altri termini e maniere
non temerò più il mio potere
che non di acqua ma di fuoco
ha l’anima e il cuore in toto
e allora i miei fili brucerò
e libera volerò

Perché mani indegne e sozze
non mi terranno più
a testa in giù

Ma sganciati cordoni insani
non mi confonderò più tra i rami
e spunterò con balzo felino
verso il mio vero e sano destino



Chiara Inesia Sampaolesi, da Le piume del fato, Edizioni Del Leone, 2008

BISOGNI


Dolore, dolore, dolore

Bisogni come voragini di abissi
da colmare
che ululano come gatte graffianti
che lugubri e notturne tentazioni
chiamano, chiedono e vogliono
che a squartarmi il cuore
mi si farebbe meno male

E il buio si è mangiato la luce
e il desiderio e il bisogno
hanno cancellato l’amore
e così ancor più la rabbia
insiste e mi attanaglia
mi sfinisce e mi incaglia


Chiara Inesia Sampaolesi, da Le piume del fato, Edizioni Del Leone, 2008

domenica 25 gennaio 2009

NOTA CRITICA DI ELISA DAVOGLIO


La poesia di Chiara Inesia Sampaolesi è intrisa di un intimismo ben espresso da quel “diario di un sogno strappato” che costituisce il sottotitolo della raccolta.

Sul filo del ricordo si intrecciano nelle liriche dell'autrice riflessi del passato - una speranza infranta, un “tatto negato” per dirla con le parole della Sampaolesi - che contraddistinguono testi scanditi dall'evocazione di un miraggio, una attesa mai appagata e mai sopita che si rinfocola nei versi di una poesia fortemente incentrata sull'io, protesa a cantarlo anche nella sua inaccessibilità.

Quella di Chiara Inesia Sampaolesi è una scrittura breve, asciutta, lineare ma rotta, scavata dal riverbero di una emozione dolorosa in cui turbina un prepotente desiderio di riscatto e di vita.

“Cocciuta e testarda insisto nel dubbio e nel tarlo non comprendo e non parlo strofe di vita e cammino ma implosa e scomposta rimango a sognare quel tempio e quel tempo d'amore (...)”: l'autrice scandaglia il proprio vissuto per ricomporlo attraverso “il dubbio” e il “tarlo” che mina ogni sua certezza ma le permette di riacciuffarsi con una consapevolezza critica e mite, in cui la forza del proprio percorso è mitigata da una scelta lessicale pudica e raffinata.

Chiara Inesia Sampaolesi utilizza un linguaggio classico, non concede spazio alla sperimentazione e alla ricerca, sottolineando maggiormente nei suoi testi un gusto antico del verso, teso ad affermare, come viene scritto nella quarta di copertina, “la deriva costante e impercettibile del ricordo, trainante alla ricerca del tempo che passa”.


Recensione a cura di Elisa Davoglio
Pubblicata su: Literary nr.1/2009

http://www.literary.it/dati/literary/davoglio_elisa/le_piume_del_fato.html

domenica 18 gennaio 2009

NOTA CRITICA DI LUCIANO NANNI


L’unità di un’opera (e la sua originalità) si misura anche dai supporti tecnici: la poetica della Sampaolesi si avvale di rime, da quella facile a talora martellante (come in Estrema latitanza) a quella tronca o sdrucciola, es. ‘immergono emergono’ (Fili) rima ricca desinenziale. Il taglio generale dei testi è libero, poiché non impone le rime, che nascono invece per logica espressiva. In Lacrime fasulle si ha antanaclasi: ‘avrei potuto amare’ (v. 9) ‘delle mie sofferenze amare’ (v. 14). La cantabilità del verso deriva dalla scelta di un lessico che in più casi si avvicina al ritmo musicale.


Recensione a cura di Luciano Nanni
Pubblicata su: Literary nr.12/2008

http://www.literary.it/dati/literary/nanni/le_piume_del_fato.html

NUVOLA BENEDETTA


Non ti ho mai conosciuto
non ti ho mai vissuto
immagine perfetta e ideale
hai aleggiato come nuvola benedetta
sulla mia realtà innaturale

Impedendomi i tuoi difetti
e le tue imperfezioni
mi hai convinto di un mondo
pieno di fiori e di colori

Ma giorni maledetti
han colato pioggia acida dai tetti
e han stracciato l’immagine ideale
del mio mondo addobbato a carnevale

Maschere illusorie di realtà ingannatorie
han coperto i sensi alle mie antenne captatorie
e incosciente m’hanno lasciata
innanzi alla realtà adombrata

Così sguarnita mi son ritrovata
a sciogliere il bando alla matassa arrotolata
che bollenti inferni e algidi inverni
mi ha fatto annodare e districare
per ritrovarmi dilaniata sulle sponde di quel mare
a scalare, salire, scivolare, guadagnare
l’agognata riva
per riconoscere e imparare
ciò che mai più mi farà sbagliare


Chiara Inesia Sampaolesi, da Le piume del fato, Edizioni Del Leone, 2008

lunedì 5 gennaio 2009

NOTA CRITICA di FLAVIA LEPRE


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Recensione a cura di Flavia Lepre
Pubblicata su: Radio Rai nr.12/2008


http://www.literary.it/dati/literary/lepre/le_piume_del_fato.html